Politecnico di Torino - Corso Duca degli Abruzzi, 24 - 10129 Torino, ITALY

+39 011 090 6100 info@tech-share.it

TERAGNOSTICO PER DIAGNOSI E TRATTAMENTO DEL TUMORE DELLA PROSTATA

Anticorpo monoclonaleCarcinoma prostaticoFrammento scFvTechShareDay-d2w2Teragnostico

Introduzione

E’ stato brevettato il frammento legante l’antigene (scFv) di un anticorpo monoclonale che riconosce l’antigene di membrana specifico della prostata (PSMA) sulla superficie delle cellule tumorali. L’anticorpo completo e il suo frammento scFv sono utilizzabili da soli o coniugati con sostanze radioattive, citotossiche o fluorescenti per la diagnosi, la stadiazione e il trattamento dei tumori della prostata che esprimono l’antigene PSMA.

Caratteristiche Tecniche

Esperimenti in vivo hanno dimostrato la sua estrema specificità di legame che lo rende un vero teragnostico, da utilizzare sia a scopo diagnostico e di staging del carcinoma prostatico, se coniugato a marcatori per l’imaging, sia a scopo terapeutico, se coniugato a tossine o a isotopi radioattivi. Una diagnosi più accurata consente di individuare i pazienti con tumore alla prostata eleggibili a sorveglianza attiva e di posticipare il trattamento radiante o chirurgico al momento opportuno, evitando tossicità e complicanze inutili. Il scFV legato a una tossina, un chemioterapico o una sorgente radioattiva consente un trattamento preciso e una tossicità limitata alle sole cellule tumorali e alle micrometastasi. Ma il scFv può anche essere inserito nella molecola di riconoscimento delle CAR-T per ridirezionare la risposta immunitaria sul tumore e le sue metastasi.

Possibili Applicazioni

  • Sviluppo di radiofarmaci specifici per la diagnosi e la terapia del carcinoma prostatico;
  • Sviluppo di immunotossine citotossiche per la terapia del carcinoma prostatico;
  • Sviluppo di CAR-T per il trattamento immunoterapico.

Vantaggi

  • Tecnologia facilmente utilizzabile da professionisti in ambito ospedaliero;
  • Outcome clinico migliore per i pazienti per ridotta esposizione al reagente radioattivo durante l’imaging;
  • Maggior penetrazione tissutale, massima specificità di riconoscimento, clearance veloce dell’unbound e ridotta tossicità in terapia.