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Proteasi immobilizzate su matrici polimeriche per la degradazione di biomasse

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Introduzione

L’invenzione consiste in matrici polimeriche sulle quali sono immobilizzati enzimi in grado di degradare la componente proteica di biomasse di scarto provenienti dall’industria agroalimentare. Lo scopo è quello di valorizzare tali biomasse di scarto, producendo idrolizzati proteici per via enzimatica che possono avere numerose applicazioni, ad esempio come additivi alimentari nell’industria mangimistica.

Caratteristiche Tecniche

L’invenzione consiste nella preparazione di matrici polimeriche bi- e tri-dimensionali sulle quali vengono immobilizzati covalentemente enzimi proteolitici per il recupero della componente proteica di biomasse di scarto di varia origine. Gli idrolizzati proteici così prodotti possono trovare impiego come additivi alimentari, facilmente digeribili e ipoallergenici, al fine di assicurare un elevato apporto amminoacidico.

Un’ efficace immobilizzazione delle proteasi è stata ottenuta sottoponendo i supporti polimerici a una fase di funzionalizzazione seguita da una di attivazione, che permettono la formazione del legame covalente con l’enzima. In questo modo le proteasi vengono utilizzate per numerosi cicli operativi, mantenendo una buona attività enzimatica. L’impiego di polimeri consente la preparazione di supporti di geometria controllata, opportunamente scelta sulla base dell’applicazione richiesta. Ad esempio è possibile realizzare colonne tridimensionali per la realizzazione di reattori a flusso per la degradazione di biomasse in continuo.

Possibili Applicazioni

  • Recupero componente proteica biomasse di scarto;
  • Produzione di idrolizzati proteici come supplementi alimentari;
  • Produzione di idrolizzati proteici come biostimolanti;
  • Produzione di idrolizzati proteici come fertilizzanti.

Vantaggi

  • Enzima utilizzabile per numerosi cicli operativi;
  • Sistema stabile nel tempo;
  • Basso impatto ambientale;
  • Possibilità di realizzare matrici di diversa forma e geometria.