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Nuovi peptidi per il trattamento di tumori metastatici

fibroblasti CAFsMicroambiente tumoralenuovi decapeptiditerapie anti-tumorali

Introduzione

L’invenzione riguarda due nuovi peptidi e relative composizioni farmaceutiche per il trattamento di malattie e condizioni patologiche associate all’alterata motilità, migrazione ed adesione cellulare come angiogenesi, invasione e metastasi tumorali. In particolare viene proposto l’uso di peptidi capaci di inibire la migrazione cellulare, impedendo la formazione di metastasi tumorali. Si tratta di un decapeptide lineare e della sua forma opportunamente ciclizzata.

Caratteristiche Tecniche

La disseminazione metastatica delle cellule cancerose rappresenta la maggior causa di mortalità dei tumori avanzati. I tumori solidi sono inizialmente dei piccoli aggregati cellulari in cui le cellule , con la progressione della malignità, acquistano la capacità di muoversi, migrare, e distruggere le barriere tissutali che fisiologicamente vi si oppongono. Inoltre anche le cellule tissutali non – tumorali che circondano il tumore (detti CAF – Cancer-Associated Fibroblasts), col tempo sono indotte a produrre fattori che sostengono crescita e disseminazione tumorale. Gli inventori hanno identificato peptidi capaci sia di inibire direttamente la migrazione delle cellule neoplastiche, sia di bloccare effetto pro-invasivo delle cellule non tumorali circostanti. Target dei peptidi è il recettore integrinico alfavbeta5: i nuovi composti bloccano il funzionamento di tale integrina, implicata nella regolazione dell’adesione e del movimento cellulare. Questi nuovi peptidi inibiscono le metastasi polmonari delle cellule di fibrosarcoma nei topi e contrastano il supporto dei fibroblasti o CAF associati al cancro che circondano le neoplasie solide. Pertanto possono essere ritenuti un punto di riferimento per nuove terapie anti-neoplastiche con il sistema del co-targeting.

Possibili Applicazioni

  • Terapie antitumorali per contrastare la capacità migratoria ed invasiva delle cellule neoplastiche;
  • Terapie antitumorali per contrastare il “supporto” dei fibroblasti peritumorali CAF;
  • Trattamento di patologie associate ad un eccesso di migrazione ed invasività cellulare come quelle neoplastiche, oculari e le infiammazioni croniche.

Vantaggi

  • Inibitori stabili ed efficaci a concentrazioni nanomolari;
  • Efficacia sia sulla componente tumorale (fibrosarcomi e carcinomi mammari) che sul microambiente tumorale;
  • In modelli murini si è osservato il 75% di riduzione del numero e dimensione delle metastasi polmonari;
  • Non osservati effetti di tossicità in vivo;
  • Riduzione dei costi della terapia e degli effetti collaterali.