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Impiego terapeutico di antagonisti di NAADP e/o TPC2

Canali ionici lisosomalicovid-19Fattori di crescitaIoni calcioNeoangiognesi patologicaTraffico intracellulare

Introduzione

Mediante l’utilizzo di differenti modelli sperimentali, è stato dimostrato che il meccanismo di segnalazione del canale ionico TPC2 controlla una via intracellulare specifica della risposta angiogenica delle cellule endoteliali al recettore del VEGF (VEGFR2). Tali dati presentano un nuovo bersaglio molecolare, altamente selettivo, per lo sviluppo di terapie innovative in malattie caratterizzate da eccessiva e non desiderata neovascolarizzazione, i.e. tumori e infiammazione.

Caratteristiche Tecniche

Individuazione di un bersaglio molecolare cruciale in importanti patologie e proposta di usi terapeutici di suoi inibitori. I risultati sperimentali indicano che la via di segnalazione intracellulare che converge sul canale ionico lisosomale TPC2 è cruciale nel controllo della crescita tumorale, della neoangiogenesi e dell’infezione virale da coronavirus.

Alla luce di questi dati, il TPC2 rappresenta un nuovo importante bersaglio farmacologico che potrebbe essere sfruttato per la terapia oncologica e infettiva. A tutt’oggi le terapie antiangiogeniche utilizzate inibiscono l’intero macchinario recettoriale del VEGF (angiogenico ma anche antiangiogenico), offrendo vantaggi di breve durata. L’inibizione della sola risposta angiogenica del VEGF attraverso la via del TPC2 offre una specificità terapeutica non raggiungibile con le terapie attuali. In particolare, si sottolinea che è stata e contrastare gli effetti biologici mediati dall’attivazione di questo canale ionico.

Possibili Applicazioni

  • Terapia oncologica e infettiva;
  • Sviluppo di innovative terapie antiangiogeniche;
  • Profilassi/terapia anti-SARS-CoV-2;
  • Formulazione come spray nasale contenente un inibitore del TPC2 (es. naringenina).

Vantaggi

  • Specificità terapeutica;
  • Identificazione di una sostanza naturale, Naringenina, in grado di inibire il TPC2;
  • Naringenina inibitrice sia dell’angiogenesi mediata da VEGF che dell’infezione da coronavirus.