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Composizione per l’uso nel trattamento del glioma e delle epilessie indotte da glioma

attività elettrica cerebraleBV22cellule precursori glialiEpilessiaepilessia da tumoreGliomamitosiOncologia

Introduzione

Composizione comprendente R-Ketorolac, Bumetadina, almeno un bloccante dei canali Cl e Infliximab (destinato all’uso nel trattamento dell’epilessia associata al glioma) che ha effetto inibitorio sull’infiltrazione delle cellule tumorali celebrali e agisce senza bloccare la fisiologica segnalazione neuronale, garantendo un potenziale effetto antiepilettico sui circuiti neuronali.

Caratteristiche Tecniche

È stata sviluppata una composizione per inibire le cellule tumorali bloccando l’aumento del volume cellulare necessario per la loro replicazione, nonché brevettata una combinazione di composti approvati dalla FDA per il trattamento del glioma e dell’epilessia indotta dal glioma. La composizione ha un effetto quasi trascurabile sull’attività elettrica dei neuroni sani. Inoltre, Infliximab riduce le scariche epilettiche indotte nei neuroni dagli esosomi derivati da pazienti affetti da glioma (di tutti i gradi). La composizione comprende R-Ketorolac, Bumetadina, almeno un canale Cl e Infliximab. Infliximab è destinato all’uso nel trattamento dell’epilessia associata al glioma. Le possibili combinazioni di inibitori (canali ionici, proteine della membrana e del citoscheletro) per specifici tipi di cancro sono infinite e il nostro team ha decenni di esperienza nella modulazione di questi target. Attualmente stiamo validando nuove combinazioni di farmaci per i tumori al seno e al colon-retto.

Livello TRL: 4 (Tecnologia Convalidata in Laboratorio)

Possibili Applicazioni

  • Possono essere sviluppati nuovi profarmaci lipofili per la penetrazione della barriera emato-encefalica;
  • Bumetanida può essere somministrata sotto forma di profarmaci lipofili per il targeting del SNC;
  • Trattamento di disturbi neurologici come schizofrenia, autismo, epilessia del lobo temporale.

Vantaggi

  • Il composto ha:
    • Un effetto inibitorio sull’infiltrazione (invasività) delle cellule tumorali cerebrali pur non bloccando la fisiologica segnalazione neuronale;
    • Un potenziale effetto antiepilettico sui circuiti neuronali, in particolare se affetti da esosomi rilasciati dal tumore.