Politecnico di Torino - Corso Duca degli Abruzzi, 24 - 10129 Torino, ITALY

+39 011 090 6100 info@tech-share.it

BIOSENSORE A CARICA SPECCHIO

BiosensoreCardiotossicitàElettrofisiologia in vitroNeuroscienzeNeurotossicità

Introduzione

Dispositivo in grado di registrare i segnali elettrici generati da neuroni e cellule cardiache coltivate in-vitro. Il biosensore sfrutta il concetto della carica a specchio per registrare segnali ottici che rispecchiano fedelmente i segnali elettrici delle cellule. Il biosensore è il primo del suo genere a registrare i segnali elettrici delle cellule in modo completamente non invasivo, potendo così monitorare le cellule per lungo tempo senza interferire con esse. Questo lo rende adatto a studi a lungo termine (cronici) in tossicologia, farmacologia, neuroscienze e cardiologia.

Caratteristiche Tecniche

Il biosensore è in grado di registrare segnali elettrici generati da cellule elettrogeniche. Il biosensore consiste in un dispositivo microfluidico su cui le cellule possono esse coltivate con i normali protocolli di coltura. Il dispositivo microfluidico consiste in una membrana sottile di nitruro di titanio che divide la coltura cellulare da un compartimento microfluidico in cui sono presenti molecole fluorescenti disperse in un fluido. I segnali elettrici delle cellule spostano le molecole fluorescenti grazie alla presenza di microelettrodi passanti. La rilevazione ottica del movimento delle molecole fluorescenti fornisce informazioni precise sui segnali generati dalle cellule. Il sensore può seguire accuratamente i segnali elettrofisiologici delle cellule con una precisione paragonabile a quella di altri metodi di rilevamento ottico, pur essendo molto meno invasivo per le cellule. La sensibilità del biosensore è sufficientemente elevata per rilevare piccoli cambiamenti dovuti agli effetti di xenobiotici.

Possibili Applicazioni

  • Sviluppo di nuovi farmaci;
  • Studi di neuroscienze;
  • Tossicità di farmaci e altre molecole potenzialmente dannose;
  • Farmacologia.

Vantaggi

  • Altissima risoluzione spaziale;
  • Bassissima invasività della misura (le cellule non sono affette e sopravvivono);
  • Alta scalabilità per applicazioni high-throughput.